domenica 10 gennaio 2010

meditazioni in aereo (9-12-2009) 2 parte

I maestri di Turner in definitiva non ci sono... e questo è un bel sollievo!
La mostra è ben fatta, curata e meticolosa ma non ho visto il Turner anticipatore del Novecento, quello non c'era, c'era invece il Turner più corretto, "a modino", computo , molto inglese; quello che strizza un occhio a Constable e l'altro al committente.
Quel Turner che è più estremo e che si studia sui libri me lo sono andata a cercare, dopo la mostra, nelle stanze della meravigliosa Tate Britan.
Quindi questa mostra vale un viaggio a Londra? ma proprio sì! vale spesa del bed & breakfast? beh, ecco, visto il postaccio... su quello forse... ma si poteva comunque evitare il B&B Golden Star!
E davvero è indispensabile recuperare ciò che, insegnando, si cerca di dimenticare: non esiste la pittura romantica, non esiste la pittura di Turner, bensì esistono dipinti che devono essere contestualizzati, che hanno una loro genesi e sono lì a mostrarci un momento, una traccia, un modo di raffigurare il pensiero, la natura, la vita.
Rubens, Rembrand, Tiziano, Poussin, Canaletto... non stupisce che i grandi maestri del colore, delle epopee sontuose, dei sentimenti potenti, della luce che si riflette nel mare della laguna, siano stati i maestri dell'attento e irriverente Turner: ha imparato il gesto, il colore, ha studiato e ripreso temi e iconografie, ma soprattutto è progressivamente diventato, da artista che era, autore.
Spesso si parla di lui come il precursore degli impressionisti: è vero entrambi ci trasmettono la poetica della luce che diventa colore , ma Turner è uomo del suo tempo, è davvero romantico e, al contrario dei "freddi" impressionisti che tentano di essere oggettivi riproduttori della luce che si fa colore, Turner riscalda la luce e la interpreta con quella meravigliosa soggettività che è il forte sentire.
L'accostamento dei quadri esposti è sapiente: i dipinti sono accostati per temi, quasi sempre nel dipinto di Turner si scorge un pizzico d'inquietudine. E' lo sguardo del pittore che continua a collocare il punto di vista all'interno del dipinto. Così lo spettatore, al pari dei suoi personaggi ritratti, rimane coinvolto: in balia delle onde o sotto lo straziante chiaro di luna, a tu per tu con la sacra famiglia, abbagliato dalla luce dell'alba... Di tela in tela continua a fare l'esperienza di realtà spaziali che non sono davanti a lui ma lo risucchiano, tendono ad accerchiarlo e lo spettatore rimane lì dentro senza averlo nemmeno voluto, ma attraverso questa personale immersione, il suo guardare è diventato sentire.