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mercoledì 19 settembre 2012

Liceo Formiggini Mercoledì 19 settembre: prime 5 ore di lezione.

Un'altra scuola: edifici, muri, scale, aule, distributori di cibo e bevande. Studenti, sindromi, insegnanti ed educatori, odori, calori e aria, registri; punti di vista e punti di riferimento, rumori e campane voci ed accenti. Quanto tempo ho per prepararmi a lasciarli?
Come un ubriaca continuavo a perdermi, la scuola girava e le aule si spostavano.

domenica 16 settembre 2012

Modena. Investita la A061 ...

 ... gli specialisti confermano la prognosi riservata.
Le condizioni sono gravissime.
Anche se si risveglierà dal coma, non sarà più possibile recuperare interamente la funzionalità della sventurata.
-che cosa è?
A061 è il nome della classe di concorso cioè una sigla che definisce un profilo didattico e disciplinare in prospettiva dell'insegnamento della storia del'arte.
-cosa definisce?
in generale la Storia dell'arte teorica cioè senza il disegno. E' la disciplina che, tradizionalmente in maniera cronologica, si occupa dell'insegmento della storia dell'arte soprattutto italiana ed europea.
I colleghi della A061 sono i docenti della A025, Disegno e storia dell'arte, della A024 disegno e storia del costume (esaurita a Modena), della A028, Arte e immagine (scuole medie )
-chi la può insegnare?
 i docenti della A061 sono spesso laureati in Lettere ( io sono una di queste), oppure provengono dal Dams ind. Arte. Possono essere laureati in Storia dell'arte (non è un corso di Laurea presente in regione) o in Conservazione dei Beni Culturali. Oppure possono essere Architetti o laueati all'Accademia che oltre alla loro tradizionale classe di concorso A025 hanno preso l'abilitazione a per la A061 (il contrario non è quasi mai consentito).
-dove si insegnava prima della riforma? (tra paentesi il numero degli istituti nella provincia)
all'istituto d'arte (Venturi) 1 istituto immenso
al liceo classico.(5 licei)
in alcuni istituti professionali: indirizo turistico (4 istituiti), indirizzo moda (3 istituti)
Ma soprattutto , in questi ultimi anni, le sperimentazioni che, non solo erano molto diffuse in città ein tutta ala provincia, ma anche molto frequentate e in particolare: negli ITC la sperimentazione ERICA(6 istituti ) e la sperimentazione Brocca al liceo classico (1), scientifico (1) e linguistico (1)

Cosa ha fatto la "riforma gelmini" riguardo l'insegnamento della Storia dell'arte A061?
ha tolto tutte le sperimentazioni quindi nel liceo classico e al linguistico la storia dell'arte è solo al triennio, allo scientifico c'è esclusivamente disegno e storia dell'arte  cioè la disciplina insegnata dai colleghi della A025
*non esiste più nessun tecnico con la storia dell'arte ad eccezione del nuovo indirizzo Turistico -che però è stato richiesto poco o concesso- (solo 2 in tutta la provincia e nessuno in città)
*non esiste più nessun professionale con la storia dell'arte: anche IPIA ind moda non ha più l'insegnamento di storia dell'arte e del costume.
ha aggiunto altri licei : musicale (1 con una sola sezione e basta), psicopedagogico(4), economico(5), linguistico (5) In questi liceo è previsto l'insegnamento di 2 ore nel triennio, mentre al musicale 2 ore su tutti i cinque anni.
in questi licei si insegna storia dell'arte non disegno e storia dell'arte ma la possono insegnare sia la A024, A025, la A061.
al triennio del classico la storia dell'arte è prevista con 2 + 2+2 invece del 1+1+2 di prima della riforma
( ma non sono nulla in confronto alle due ore per cinque anni della sperimentazione Brocca)

Il caso dell'artistico
L'ISA Venturi si è sdoppiato in liceo artistico e istituto professionale: al liceo artistico si è mantenuto l'insegnamento della storia dell'arte (A061) MENTRE PER IL PROFESSIONALE NON è PREVISTO L'INSEGNAMENTO DELLA STORIA DELL'ARTE. Nel caso specifico al professionale Venturi  il collegio ha deliberato, nell'ambito dell'autonomia scolastica, di usare 2 ore di altre discipline per l'insegnamento della storia dell'arte, ma solo per il triennio!

Cosa altro ha causato  la "riforma gelmini" ostacolando indirettamente l'insegnamento della storia dell'arte?
Ha tolto altre sperimentazioni che hanno indebolito moltissimo il liceo classico come il bilinguismo e il PNI.
La situazione di Modena evidenzia un robusto e deciso potenziamento del liceo scientifico, mentre il classico pare essere  alla soglia di un declino preoccupante, in particolare il Liceo classico San Carlo in questo a.s. ha perso 2 delle quattro sezioni che aveva ormai consolidate

La situazione attuale della A061
a.s.2011-12 inizio: una docente è stata immessa a ruolo (dal concorso del 1990 millenovecentonovanta) senza accorciare la coda dei precari.
2 docenti A025 vengono assegnati (assegnazione provvisoria) alla classe di concorso A061 in quando la loro classe di concorso risulta perdente posto.
a.s.2011-2012 fine: una collega va in pensione
a.s. 2012-13 inizio: 2 trasferimanti dal sostegno alla A061: uno sulla cattedra del collega pensionato e l'altro su un insieme di spezzoni definiti cattedra per un totale di 14 ore su due scuole(poi fortunosamente divenute 17 ore su tre scuole il 3 settembre).
3 docenti di ruolo sono perdenti posto e sono costretti ad un trasferimento (con 3 sedi) o ad un aumento di sedi (2 e anche 3 sedi).
L'insegnamento della storia dell'arte nei nuovi licei, nonostante la crisi della A061, è stato affidato alla A025 perchè spesso questi sono nati dal liceo scientifico dove appunto c'e la A025.
Tuttavia nel Liceo Sigonio, che nasce dallo psicopedagogico, con la presenza della A025, oltre alla cattedra della docente A025 è stata introdotta la A061 per il liceo musicale e per il liceo economico.
Nei licei linguistici la situazione è la seguente: a Vignola è appena stato introdotto e non c'è ancora il triennio; a Sassuolo Formiggini A025 (pur in presenza di un corso del classico), al Selmi di Modena A025, al Muratori di Modena A061, al Morandi di Finale Emilia A025.
La tutela degli insegnanti di ruolo
L'aspetto più incredibile e inquietante della faccenda è la mancanza della tutela degli insegnati di ruolo della classe di concorso A061. Solo all'istituto Deledda è stato, con delibera del collegio docenti, utilizzato un pacchetto di 3  di ore -di altre discipline- per tutelare il posto di un docente di ruolo. In tutti gli altri casi i docenti A061si sono visti aumentare le scuole. Il prossimo anno dove si troveranno le ore per questi docenti? Infatti stiamo parlando di docenti che insegnano all'IPIA ind. Moda o all'ITC ind ERICA o al Professionale del Turismo; se quest'anno insegnano solo alle classi vecchio ordinamento, quindi le quarte e le quinte, il prossimo anno  avranno solo le classi quinte... ma di quante scuole?  poi che faranno?
Perchè non si è tutelato il loro posto di lavoro come è, giustamente, stato tutelato il posto dei colleghi della A025?
La risposta è semplicissima: l'insegnate della A061, spesso è precario, se è di ruolo è spesso solo oppure con un collega. E cosa può fare un precario, un singolo docente di ruolo o una coppia, in un collegio docenti? Infatti l'autonomia scolastica permette l'insegnamento di una disciplina aggiuntiva in sostituzione di parte di altre per il 20%, quindi ai danni dei colleghi. I colleghi non sono "cattivi" ma semplicemente  tutela il suo lavoro in classe con i ragazzi e lo protegge dalla eccessiva frammentazione.
La mia esperienza è triste perchè ho avuto la chiara dimostrazione che l'insegnate precario A061 non può fare niente: è ignorato quando non è deriso! Ma se si va in gita... allora è amatissimo... Anche per fare progetti e svolgere programmi interdisciplinari è ricercatissimo, per gli scambi linguistici pare che sia il divo del momento... ma se perde il posto ha la solidarietà dei colleghi, al netto della fatica della protesta.

Proposta per sopravvivere alla "riforma gelmini"
La classe di concorso A025 ha come peculiarità il disegno e la storia dell'arte e a questa resta l'esclusiva dell'insegnamento al liceo scientifico e al tecnologico, così come la A061 è esclusiva in alcuni corsi di studio, come si è già detto.
Negli altri licei -dove sono previste le due classi di concorso- si potrebbe prevedere l'unione delle due graduatorie, scegliendo i docenti, a secondo la loro esperienza maturata e evidenziata dal punteggio. In questo modo si darebbe vantaggio all'anzianità e alla esperienza dal momento che il disegno non rientra nel piano di studio.







giovedì 23 agosto 2012

INCUBO D'AGOSTO

L'incubo d'agosto è targato USP. Nello specifico, il mio, è targato USP Modena.

E' un incubo particolare che si srotola col suo carico d'angoscia lungo tutto il mese d'agosto con punte acute a fine mese-inizio settembre. Da alcuni anni si preannuncia con incubi-preavviso a luglio.
Questi preavvisi hanno il compito di preparare il mio fisico ela mia mente all'isteria d'agosto che è la patologia tipica del mese estivo, quando il mondo "di ruolo" si gode le meritate vacanze.
Io ad agosto sono affetta dalla omonima isteria.
Se ho spasmi gastrintestinali, sono isteria d'agosto, mal di testa, insonnia, malumore, debolezza muscolare, attacchi di panico, depressione... TUTTE MANIFESTAZIONI DELL' ISTERIA D'AGOSTO.

L'incubo d'agosto assale di giorno e continua di notte.
Ti prende con la notizia Usp letta nello specifico sito o imparata di second mano dalla telefonata di un collega o dedota dal post della sua bacheca...
nella testa mille congetture, mille ipotesi, positive e soprattutto negative.
Quelle positive si rivelano sempre sbagliate.
Anche quelle negative sono mendaci: la verità è sempre molto peggiore!

Oggi l'incubo è allucinazione e decreta che quest'anno non si mangia!

61/A-STORIA DELL'ARTE 5 ore presso LC FORMIGGINI SASSUOLO
61/A-STORIA DELL'ARTE 4 ore presso LICEO MURATORI MODENA
61/A-STORIA DELL'ARTE 4 ore presso IPC MEUCCI CARPI
61/A-STORIA DELL'ARTE 2 ore presso IPC MORANTE SASSUOLO
61/A-STORIA DELL'ARTE 19 ore presso ISA VENTURI MODENA
61/A-STORIA DELL'ARTE 4 ore presso ITC BAROZZI MODENA
il primo in graduatoria quest'anno lavora.
il secondo farà 13 ore al massimo con 3 scuole (non se ne possono prendere di più.
io, la terza in graduatoria, avrò 6ore, un terzo di cattedra e 400 euro mesili con relativa disoccupazione per l'estate.
Per tutti gli altri... ci spiace arrangiatevi.
 Quest'anno, l'incubo d'agosto durerà fino all'agosto 2013.
Che dio porti con sè, alla gloria eterna, i riformatori della scuola italiana!

estate senza leggerezza


Mi hanno tanto inculcato che vivere è "roba seria", che necessita la "responsabilità",  che non riesco a vivere con leggerezza. 
Come vorrei mollare tutto e godere di questa breve estate.
Spegnere il cervello e vivere senza preoccupazioni inutili.
Inutili!
Perchè è inutile preoccuparsi di meccanismi che non posso cambiare (trasferimenti, utilizzi e assegnazioni povvisorie, ore che spariscono, docenti di ruolo che si materializzano...) e nemmeno controllare o verificarne cambiamenti o disfunzioni (all'USP ci deve essere un librone stile Harry Potter con le regole che si riscrivono ad hoc!).
 Vorrei saper'essere disoccupata dalle ansie, dagli abbandoni, dalla solitudine e delusioni... mentre lo sono, dalla fine degli esami di stato, solo dalla scuola.
Disoccupata dalla scuola per occuparmi solo della famiglia, della cucina ... senza essere assalita dalla noia e dall'angoscia del fallimento.
Mi piacerebbe passare i pomeriggi a leggere romanzi, qualche saggio, a continuare la faticosa lettura di Schama, e a passeggiare.
Ma passeggiare è attività rischiosa perchè non necessita delle facoltà intellettive, che partono autonome per il loro trip quotidiano,  invece vorrei passeggiare pensando solo al panorama.
Non ho voglia di ricominciare la scuola: di essere la scure sulla testa di uno studente, di fargli prendere decisioni per le mie paturnie, per il nervosismo di quel momento, di dirottare i suoi progetti  perchè devo, proprio quel giorno, fare un compito o una interrogazione.
Non mi sento, non mi sono mai sentita, una persona matura, equilibrata, men che meno saggia, razionale. 
La vicenda degli esami di Stato mi ha scioccata: continuo a pensare quante volte ho deciso il corso delle giornate o delle stagioni di qualcuno, non per il suo bene, per la sua formazione ma perchè... boh... perchè quel giorno ero chiusa nella mia rabbia o nella mia concezione di sapere.
E' così non sto esagerando, e dico questo non solo perchè ho sempre considerato quei commissari persone serie ed  imparziali, capaci, razionali e scrupolosi. Ma anche per quello che è successo agli scrutini di qualche tempo fa.
Una collega ha voluto punire una studentessa, sicuramente poco studiosa e troppo furbetta, perchè i suoi avevano rotto le scatole.
Mi sono vista costretta, dopo aver trasformato alcuni 4 di altri studenti in 6, a dare il debito a questa che aveva un 5 abbondante.
Costretta dalla collega che ha , con la voce della prepotenza e del ricatto, decretato l'assoluta necessità di "dare una lezione"( il che da un insegnate ...) azzerando etica e didattica in pochi minuti!

L'ingiustizia era palese e tale l'hanno colta, non solo la infelice malcapitata, ma anche i suoi compagni più somari.
Avrei dovuto oppormi con forza, ma semplicemente questa mi stava sulle scatole, lei e la sua saccenza, le sue assenze , i suoi modi.
Mentre mi stavano più simpatici i compagni salvati... dal debito in arte, ma che portavano a settembre altre materie ritenute "più utili".
Non voglio più fare la prof.
Perchè mi giunge chiara l'immagine della frustrazione, e non è un bel vedere.
Perchè non sono, in fondo, in grado di capire e di trasmettere, di valutare oggettivamente, non mi sento in grado, anzi penso non sia possibile, valutare oggettivamente.
Non ne ho voglia anche perchè non mi sento parte delle colleghe della disciplina, men che meno delle altre affini alla mia.
Sono stata assalita da un grand'avvilimento nel constatare che ad un professionale è stato adottato un testo che era vecchio ed insignificante 10 anni fa, me lo ricordo bene perchè quando il rappresentante me lo portò, alla scuola dove insegnavo allora, pensai che mi avesse portato i resti di magazzino.
L'hanno adottato, quello tra infiniti altri -meravigliosi e meno- ma almeno nuovi e con una impaginazione nuova e concezione aggiornata, valutandolo adeguato all'insegnamento: l'idea è che un libro semplice ( senza dire nulla sul vetusto...) sia meglio per gli studenti (di serie B) del professionale.

Ho fatto i conti con un altro modo di insegnare storia dell'arte: quelli che un testo sposano per la vita.
Ho sudato sette camicie per fare "ripetizioni" ad una "monella" col debito in storia dell'arte: doveva recuperare poche cose di architettura del Rinascimento.
Niente di strano. Poche cose... ma era ben specificato che la richiesta era legata al testo di Argan! con la specifica dei titoli dei capitoli e paragrafi... cioè lo studio del libro, quindi non dell'arte ma dello studioso.
E' un testo di "filosofia" e leggendolo non si capisce minimamente cosa sia quell'edificio o cosa rappresenti quell'opera: Argan, con molte ragioni, era chiuso e preso ad illustrare il corso dei suoi pensamenti e le sue riflessioni che danno per scontato la pregressa  conoscenza dell'opera.
L'Argan non serve per capire l'opera serve per capire Argan.
E io mi prostro fino a terrra, anzi faccio la proschinesis e mi pongo minuscola nella prospettiva gerarchica ai piedi del grandissimo Argan.
Ma quel testo è inutile per ragazzi che devono approcciare l'arte (è necessaro ai futuri storici dell'arte che frequentano l'Università!): è una mancanza di rispetto nei confronti dei ragazzi, nei confronti del grande Argan e ... dei contribuenti.
Poi visto che ci sono, faccio la saccente e dico che studiare Michelangelo e Caravaggio o i manieristi, ma tutta l'arte, con un testo del '68 è ignorare che l'arte, la conoscenza delle opere, i restauri e le puliture fanno dei progressi: è un autogoal!
Significa che gli storici dell'arte non ci fanno niente nel mondo, allora che s'insegna a fare?

Ecco ho fatto un sacco di ragionamenti, ho studiato, ho cercato di spiegare, ma poi mi chiedo: ma io ho sempre ragione? ho sempre la soluzione per tutto?
Non può essere... sto sbagliando e non me ne accorgo.

Come vorrei saper vivere in leggerezza solo per un po'. Senza arte e impegni: senza essere assediata dalla necessaria urgenza di capire.

mercoledì 15 agosto 2012

Confidenze d'agosto (scritte pianissimo)

Penso che in ognuno di noi ci sia un ostinato bisogno di sentirsi vivi.
E non so se vale per tutti, ma il bisogno di vita spesso è intrinsecamente connesso alla comunicazione della vita e della vitalità.
Per “comunicazione della vita e della vitalità” non intendo ora il trasmettere la vita nell'accezione più alta e nobile dei genitori o della cura del medico o di coloro che donano un organo o parte di sé per alleviare sofferenze o salvare i giorni altrui che apparirebbero altrimenti perduti.
Non parlo quindi di vita fisica.
Parlo di vita del pensiero, del sorriso cioè del senso della vita.
Ho sempre avuto la percezione che la mia vita non potesse essere solitaria, fino a scoprire, non troppo tempo fa, che la mia capacità intellettuale è inesorablmente legata alla relazione.
Questa scoperta è stata piuttosto dolorosa.
È doloroso scoprire la propria inutilità pur nella unicità: la inutile solitudine.
Mi sento, in questo mondo una tessera, una pedina, un frammento, solo una piccola trascurabile parte che necessita del resto,  e che da sola è inutile ed indecifrabile.

Tuttavia per le note vicende professionali (il decennio di precariato) e personali ( la dislessia e le conseguenze lentezze universitarie) non passa un solo giorno senza che io constati che, mentre io necessito di quel tutto, il tutto non necessita assolutamente di me.
Sono di troppo, fuori tempo, sostituibile e anche evidentemente poco “preziosa”
Le vicissitudini professionali sottolineano che le scelte razionali e ben ponderate che ho fatto (specializzarmi solo nella storia dell'arte che amavo e che mi pareva fondamentale disciplina di studio in Italia) sono totalmente smentite dalla follia del momento presente.
Le vicende personali mi hanno costretto ad arrivare tardi al mondo del lavoro e senza tutte le competenze (le lingue straniere ad esempio) che mi avrebbero aperto le strade alternative ormai irrimediabilmente chiuse.
Però noto un'altra forma di “repulsione” che è l'educazione ricevuta dai miei genitori. Molto semplicemente i miei, che hanno costruito la loro famiglia dal niente, hanno trasmesso ai loro figli quella che era la stata la loro esperienza iniziata negli anni sessanta: chi fa il proprio dovere prima o poi arriva ai risultati sperati, chi da nulla arriva ad avere molto più del necessario significa che ha rubato agli altri, i migliori presto o tardi avanzeranno sui mediocri e sui peggiori...
Ecco, questi principi che erano  veri ai tempi della mia educazione, ora non lo sono più.
Non è questa la sede per indagare del come e del perché, solo oggi questi ideali educativi -che hanno smesso da tempo di essere solo miei atteggiamenti, ma sono divenuti costitutivi del mio DNA- non servono, anzi sono di chiaro impedimento alla mia realizzazione.

Penso allora che, forse, questo pezzettino, questa tessera o frammento, che costituisce il mio io, sia difettoso, fallato, da sostituire. Oh sì, si è usato, talvolta, in attesa di averne uno conforme.

E' una constatazione dolorosa, che si fa strada con molta chiarezza nel mio vissuto, ed è ormai divenuta convinzione.
Forse per questo amo tanto gli altri pezzetti "fallati" e "difettosi" che talvolta incontro tra i banchi...

lunedì 6 agosto 2012

Metti un lunedì d'agosto in centro a Modena

Lunedì a Modena c'è il mercato, si parcheggia nelle strisce blu, intorno al centro, senza pagare ...
Uffa... colazione con cappuccino ma niente pasta al caffè... va beh dai, sarà per la prossima volta.
Che afa, che aria pensante, arrivo a Feltrinelli poi torno in montagna...
... devo smettere di pensare, lo ha detto anche don Federico, ieri "le persone che pensano molto, soffrono di più!" ehhh ne avevo avuto il sospetto, ma sentirlo dire...
La porta del Palazzo dei Musei è aperta!?... da quanto tempo non ci entro?
... dal terremoto del 29 maggio, dalla fine improvvisa della scuola e dal trasferimento "in periferia" dell'Istituto d'arte Venturi.
 Però in centro ci sono tornata,  molte volte... ma qui, al Museo, era tutto chiuso, con le strisce biancherosse che tenevano lontani i passanti e i turisti anche dal perimetro esterno.
 Magari non dovrei entrare: è una brutta idea, entrare non aiuta a tener lontani i pensieri...
Stai facendo la solita cazzata, il tuo cervello dovrebbe comandare i tuoi piedi...
Che fresco che c'è appena varcata la porta: sarà la corrente dei ricordi che mi assalgono...
ecco la mostra "modello" degli scavi del Novisad
il lapidario Civico nel cortile coperto "ah le polemiche ... incomprensibili!"
Una città come Modena ha tre musei lapidari, secondo me nemmeno a Roma!
chissà se è aperto anche il Lapidario Estense, nel cortile più grande...
Lascia perdere, esci, sei venuta per non pensare: non pensare?
Non pensare che, per il secondo anno consecutivo, qualcuno arriva, in maniera inaspettata,  subentra sulle classi che hai faticosamente seguito e si prende l'onore di godersi il frutto della fatica dei concorsi che, assieme agli studenti, hai organizzato, progettato, e infine vinto. Lo scorso anno, addirittura, la prof che ti ha sostituito non è stata nemmeno in grado di "goderne" delle tue fatiche e se una collega non fosse giunta in soccorso, le due classi avrebbero rinunciato alla gita in parte sovvenzionata dal concorso vinto! quest'anno tutto si ripete, concorso, studio, lavoro, fatica -soddisfazione divertimeto- vinto il concorso e arriva sempre lei... speriamo che almeno riesca a sfruttare il premio per il viaggio  a Roma... mah, ho i miei dubbi...
Ohmmio dio!
Non me lo ricordavo così bello, nè così amico, questo cortile è meraviglioso.
Quanto ci sono stata, quanto abbiamo progettato e quanto eravamo fieri della mostra.
I pianti, gli sms a Londra, i divieti, gli inviti, gli incoraggiamenti, l'inaugurazione, la fatica e l'adrenalina, fiumi di adrenalina.
I ragazzi che allestivano, i ragazzi che spiegavano, i pannelli da dipingere, la pioggia e i permessi per entrare in centro con le auto, le incomprensioni, le emozioni, le emozioni, le emozioni. Marco e Daiana. la Polly che sorride e Gaia isterica ma che risolve un sacco di problemi e Luca che ogni tanto da segni di attività cerebrale.
Eleonora, Valentina, Lavinia, Federica e Francesca,  il plotter che si inceppa e una idea geniale che aggiusta tutto.Gli abiti di Robby, il velo sulle colonne del Cinquecento. Il sovrintendente che divienne un volto conosciuto. Quanta gente quanta vita quante opportunità: chissà se le avremo colte tutte?
Mi rendo conto di essere rimasta immobile a fissare il vuoto, la bibliotecaria della Poletti mi sta guardando, chissà da quanto tempo... "ehhhh, buongiorno"
Mi sorride indulgente, avrà dato la colpa al caldo.
Dai faccio il giro, faccio,l'appello
Non dovrei farlo lo so... tanto a che serve? a chi insegnerò quest'anno? non avrò delle prime, non sarò a Modena.
NO! non devi pensare, non sono questi i pensieri che devi fare.
Il sarcofago di Cornelia Massimina e di Vetio Sabino con la dexterarum iunctio e la scena di caccia, che non si vede ma io so che c'è. Lo conosco: è nei miei occhi. Di fronte guardano accigliate, non me lo ricordo quello sguardo così severo, Salvia Italia e la liberta, ben pettinate tanto che così, sovrapensiero mi verrebbe da pensarla più una pubblicità da pettinatrice invece di una lapide funeraria.
Però mi ricordavo che erano sorridenti...
Mi vorranno punire per la mia latitanza: "ohi parliamoci chiaro, io venivo tutti i lunedì alle 14, appena finita la scuola, ma dopo il terremoto, hanno chiuso la scuola e il Palazzo dei Musei. Chiaro?"
Sesto Allius è ancora chiuso nella clamide, per attestare che la sua risalita sociale: molto più importante dell'afa d'Agosto.
Il  Caius Maternus Quintianus sdraiato sul triclinio che banchetta, Peducaeus Nicephous sdraiato sul kline, il letto, e ancora i due sposi che banchettano nel sarcofago di Flavius Vitalis e Bruttia Aureliana. Sono manuali di stile e io li rivedo volentieri perchè in loro scorgo e sento i miei ragazzi dello scorso anno, tutti, perchè li ho portati qui tutti, anche quelli di Carpi.
Sento le mie emozioni, la loro noia, le gambe pesanti, gli occhi attenti, il sorrisodi chi ha capitoil gioco di parole, l'odore della pioggia e la luce del sole seduttore di primavera, l'attesa della fine della scuola, la mia voglia di sentire che hanno capito e cancellare quei numeri bassi che non li rappresentano, mai.
 La stele di Lucio Novio con quella ragazzina che tiene la gabbia tra le mani e, per l'ennesima volta, mi parte un collegamento sbagliato con il Manuel Osorio Manrique de Zuñiga, 1790, di Francisco Goya al Metropolitan Museum di Washington.
La stele dei Salvi, la prima e antica conoscenza che mi portò al fascino del reimpiego che mi fece guardare all'arte medievale in un modo tutto diverso.

Poi mi incanto a contemplare la magnifica bellezza della "Pudicitia", così frammentaria e rovinata che non ha conservato nemmeno il nome,...a me sembra più affascinante della Gioconda.
...della Gioconda... bisogna smettere di pensare che ci siano 3 musei e 10 opere d'arte al mondo!
Una campagna pubblicitaria io la farei con questa meravigliosa figura misterosa e raffinata quanto basta... Perchè no?
Perchè nessuno ha interesse per il glorioso Lapidario Estense -da non confondere con il Lapidario civico, mi raccomando! e men che mai con il Lapidario della catterdrale che è a fianco al Duomo-.
C'è più impegno ad alzare barricate che a pubblicizzare cultura...

Vado, esco...

Piazza sant'Agostino, il nuovo negozio di scarpe... sì, le mie preferite ci sono ancora: 184 euro? certo i miei gusti non sono mai modesti...Però le altre sono in svendita: ahhh, quelle no, proprio quelle sono a prezzo pieno!
Mi sa che resteranno nella lista dei desideri per molto tempo ancora!
"Riapre la chiesa di San Giovanni con i suoi tesori... dopo il terremoto, il 22 luglio riapre... tutti i giorni eccetto il lunedì", ah certo, oggi chiuso!
La piazza, l'interruzione della via Emilia all'incrocio con corso Duomo... con i rassicuranti banner che tranquillizzano : "stiamo lavorando per Luca" proprio sopra alla facciona di un certo signor Luca. "Stiamo lavorando per Sara" e la facciotta di una signorina che ...
 ...
non ho il coraggio di entrarci in Duomo, mi hanno detto sia tutto impalcato e transennato... aspettiamo: oggi è vietato pensare.
Feltrinelli è piena di gente.
Quando ero piccola, nelle giornate di caldo mio padre mi portava alla Standa e alla mia lamentosa protesta "ma perchè siamo qui se non comperiamo niente?" "perchè il fresco non è in vendita!" La Feltrinelli non c'era 35 anni fa!
Faccio il solito gioco e continuo a constatare che non è ancora ora di scrivere il mio best seller perchè il mio libro sarebbe, a questo giro, nell'ennesima posizione sfavorevole, nello scaffale più alto tra Tondelli e Tonon: decisamente è meglio aspettare! I tempi non sono maturi.
Agende: non c'è mai la mia, non sono maturi per nulla i tempi!
Nulla di nuovo al reparto arte, al reparto moda, al reparto storia, al reparto ... esco.

Via Emilia mi ha stufato
Devo prendere appuntamento dal parrucchiere, oggi non c'è tempo, nè voglia... nè soldi. Ci penso al primo stipendio... da disoccupata niente parrucchieri, sto così: disordinata e disoccupata mi pare coerente!
Via Badia è sonnecchiosa e fresca, tutta all'ombra.
La signora di "Grillintesta! è sulla strada, il suo negozio di cappelli vuoto, tutta la via è vuota!
La signora che fa i libri, quaderni, quadri e quasi-qualsiasi-cosa a mano con "delle carte bellissime" ha in vetrina delle collane con i ciondoli reiku.
Guardo bene la vetrina e continua a non dirmi niente: perchè questo negozio non mi piace? non lo so.
Piace a tutti, dovrebbe piacere anche a me. Mi sento lievemente in colpa o forse mi sento solo scema: c'è qualcosa che non capisco...
Ma questo profumo è buonissimo, questo sì che mi piace proviene dal negozio di prodotti di design... si è ingrandito , ha anche l'abbigliamento..."un delirio di righe bianche nero"  alla larga dalle righe!
il profumo però era buono ...
Hanno chiuso altri negozi, molti solo per ferie ma la pasticceria è chiusa e basta, mi pare l'avessero aperta da poco, forse 6 mesi?
Profumo di meloni maturi: esce dal furgone che porta i prodotti alla gastronomia.
Il negozio di tè è chiuso per ferie...
Ferie e non disoccupazione, ferie...
 ...
 Non pensare ...

lunedì 4 gennaio 2010

buona fortuna prof. Settembre 2007: CRONACHE DAL PRECARIATO

cara prof,

mi dispiace che abbia cambiato scuola, mi dispiace un po' per me, ma sono tranquilla perchè mi trovo bene anche con la prof di quest'anno (che abbiamo già conosciuto in occasione di una supplenza), è brava.

Per quel che la rigurda, spero le faccia bene cambiare aria e che si trovi bene, anche se perde me, un'alunna oltremodo simpatica ed eccessivamente (...) intelligente. insomma si saprà accontentare! E forse chissà, potrà finalmente avere un proiettore!!! e che magari va addirittura!!

Voglio dirle GRAZIE davvero (anche se so che è il suo lavoro...) per quello che mi ha insegnato in questi anni, per avermi fatto apprezzare la materia come anche la sua persona.

Mi mancherà un po' tutto delle sue lezioni, come SGANASCIARMI dalle risate!

(con tutta la stima possibile ovviamente!), le verifiche alla Jerry Scotti, e il super dado noooo! Farà altre vittime..!

Mi farebbe mooolto piacere poterla rivedere, in occasione di mostre o viaggi o qualche sua stravagante iniziativa!

Buona fortuna! A presto spero.

-- un'alunna molto grata! --

Ciao, grazie per quello che mi hai scritto, mi ha fatto piacere.

per la mia nuova sistemazione va tutto bene...
Alla nuova scuola mi trovo bene e ho già avuto modo di conoscere un po' l'ambiente. Non ho la mitica aula “ex aula di chimica- a metà cucina” stile sfigata, ma va bene lo stesso. Gli alunni sono...alunni come in tutte le scuole d'Italia, penso, ma in questa nuova scuola si alzano in piedi quando entro e mi sembra un bel modo per iniziare la lezione.
Questa settimana ho iniziato il giro di interrogazioni... sempre col dado "nooooo"!
Porto i ragazzi di quarta agli Uffizi il giorno 8 novembre... in effetti insegnare in città si presta meglio ai viaggi perchè non ci sono cambi da fare col treno come succedeva lo scorso anno in provincia.
Per l'altra scuola, invece è a Vignola... beh mi sono sempre trovata bene a Vignola e ho anche una
classe di 29 puzzini di prima … mi capita raramente di seguire una sperimentazione del progetto Brocca allo scientifico.

Sono deliziosi ma -a causa dell'età, degli ormoni, delle mode vestimentarie (scarpe da ginnastica ecc.), alla densità eccessiva per lo spazio in cui sono costretti- si sono meritati, anche loro come i compagni che ho conosciuto 4 anni fa, il simpatico soprannome di “puzzini”. Quando entro si precipitano ad aprire le finestre e a mettersi le felpe! Li adoro: tutti e 29! hanno ancora gli occhioni stile "prof. dice davvero...????!!?" Sono meravigliosi, educatissimi, sempre attenti e con una gran voglia di fare, di capire... me li porterei tutti a casa!
Poi oggi ho raccontato ai più grandi di … (3 superiore) la barzelletta di Perseo!

Lo so che fa schifo, ma questi non mi conoscono e l'effetto è stato spettacolare.

Mia cara... gli occhi dei ragazzi (visti dalla cattedra) sono una meraviglia...non capisco proprio quando si guasta quel bel collegamento occhio-cervello...

Sta di fatto che quando guardi un adulto vedi due organi visivi, quando guardi gli occhi di un ragazzo che ti ascolta, vedi un mondo... il bello è che, se non fossi presa da quello che sto
dicendo, probabilmente passerei le mie ore di lezione -come una cretina- a guardarli questi mobili, bellissimi occhi: diversi e uguali in tutte le classi e scuole che ho girato.


Tra un po' di tempo eleggerò gli occhi che saranno la mia stella polare il mio punto di riferimento per non perdermi in tutti quei mondi... e, lo sai bene non saranno quelli del più intelligente, del più attento o del più intuitivo... men che meno del figlio di papà o di quello che studia meno... saranno quelli che mi sapranno parlare senza usare le parole... non ce ne saranno in tutte le classi. Ce ne saranno forse un paio nelle 10 classi di quest'anno... lo spero davvero.

Ciao cara scrivimi ancora per dirmi come va e trattate bene la nuova prof di arte.